CAMMINO DE
SANTIAGO DE COMPOSTELA

9 - 20 Giugno 2007

 
Cosa ci siamo portati

DIARIO

Diario di Fabrizio
Le Compostele Diario di Donato
Credencial del Peregrino    
Galleria Fotografica    

Ella  está en el horizonte. Me acerco dos pasos, ella se aleja dos pasos.
Camino diez pasos y el horizonte se corre diez pasos más allá.
Por mucho que yo camine, nunca la alcanzaré. ¿Para qué sirve la utopia?,
para eso sirve: para caminar"
"Lei sta nell'orizzonte. Mi avvicino due passi, lei si allontana due passi.
Cammino dieci passi e l'orizzonte corre dieci passi piú in lá. Per tanto che io cammino,
mai la raggiungeró. Per cosa serve l'utopia? per questo: per camminare"

(E. Galeano)

  Il cammino e’ il qui e l’adesso, tutto il resto e’ lontano, oltre i campi di grano, oltre le orme evanescenti dei pellegrini,  oltre il profilo di una collina che si dimentica appena superata.

(Donato & Fabrizio)

Inizio di Giugno 2007 (L’Aquila)

Siamo un po’ in ritardo sulla preparazione, soprattutto ci preoccupa il portapacchi (ancora da fissare alle bici) e le relative borse. Un consiglio: pensateci per tempo, non tutti i portapacchi vanno bene, poi ci sono le bici che non hanno la predisposizione. Datevi il tempo di fare una scelta,di provarla su strada e eventualmente di cambiarla prima di partire.

7 Giugno 2007, Giovedi (L’Aquila)

Il camino comincia dal nostro meccanico delle bici Franco Cheli, infatti dopo un po’ di peripezie e’ riuscito finalmente a montare il portapacchi posteriore. Subito dopo il lavoro corriamo da lui, montiamo i copertoni da strada, qualche ultima regolazione e siamo finalmente in assetto da  viaggio. Un po’ curiosi, un po’ eccitati, facciamo qualche chilometro su strada per verificare l’assetto. A parte qualche particolare sembra tutto a posto ! Recuperiamo da Cheli due scatoloni che ci serviranno per l’imballaggio delle Bici, carichiamo bici e scatoloni nella macchina di Fabrizio per imballare il tutto l’indomani.

8 Giugno 2007, Venerdì (L’Aquila)

Alle 15:30 salutiamo i colleghi di lavoro, andiamo a noleggiare la macchina alla Hertz e quindi ad imballare le bici: il lavoro non richiede molto tempo. Infiliamo le bici dentro gli scatoloni smontando solo la ruota anteriore e abbassando la sella. Proteggiamo al meglio il deragliatore del cambio e i comandi sul manubrio. Negli scatoloni infiliamo anche le borse posteriori piene di tutte le cose che ci porteremo durante il camino. Gli scatoloni sono decisamente grandi, decidiamo di immortalarli (con noi davanti) dopo di che li carichiamo sulla macchina a noleggio (Ford Focus SW a 48,53 euro) che lasceremo a Ciampino. Siamo pronti al viaggio.

9 Giugno 2007, Sabato (L’Aquila - Roncisvalle)

 Partenza dall’Aquila alle ore 7:00, e’ una giornata magnifica, Fabrizio arriva puntuale. Dietro di noi le sagome delle bici occupano tutto il pianale della macchina. Alle 8:10 siamo a Ciampino, facciamo il pieno alla macchina (16,50 €) e cerchiamo di trovare l’ingresso dell’aeroporto giriamo in tondo per un po’, dopo 30’ riusciamo finalmente ad entrare a Ciampino, impieghiamo altri 15’ prima di trovare il parcheggio della Hertz. A dispetto dei nostri timori l’addetto al check in, alla vista dei due scatoloni delle bici, non fa’ una piega chiama un impiegato e ci fa andare ad un apposito nastro sul quale depositiamo gli imballi. Alle 10:30 siamo a bordo dell’aereo Ryanair, volo tranquillo. Arriviamo a Santander alle 12,50 con 20’ di anticipo recuperiamo le bici senza problemi e ci facciamo una lunga e lenta fila davanti alla Hertz per affittare la macchina che ci portera’  fino a Roncisvalle. Dopo circa un’ora riusciamo ad avere una Opel Zafira a caro prezzo (135 €)…pazienza! Mangiamo un panino al bar dell’aeroporto carichiamo la macchina e partiamo dobbiamo fare circa 300 Km. Fuori c’e’ un incredibile caldo umido ma, per fortuna, abbiamo l’aria condizionata. Lungo la strada, presso un distributore con grossi cassonetti, ci sbarazziamo degli scatoloni ingombranti e della maggior parte degli imballi. Fino a Pamplona va’ tutto liscio come l’olio, quando invece dobbiamo trovare la strada per Roncesvalles cominciamo a perderci. Alla fine faremo circa 50 Km in piu’. Appena imboccata la strada giusta, ci appaiono i primi pellegrini ma anche molti nuvoloni neri e minacciosi. A qualche chilometro da Roncisvalle comincia a piovere seriamente. L’arrivo a Roncisvalle avviene sotto un autentico nubifragio, siamo costretti a rimanere in macchina. Appena spiove ci infiliamo in un Hotel del Pellegrino davanti al quale avevamo visto un certo movimento. Si tratta di un’enorme dormitorio tipo camerata militare con un centinaio di letti a castello. Otteniamo un letto ed un cuscino per 6 € a testa e compiliamo la Credential. Fuori il tempo e’ sempre minaccioso, scrosci di pioggia si alternano a folate di vento non proprio caldo.  Mentre aspettiamo la cena su Roncisvalle si abbatte un autentico nubifragio, piove a catinelle mentre il vento e’ talmente forte che l’acqua invece di scendere risale lungo i bei tetti in ardesia delle case. Per un malinteso sulla prenotazione non otteniamo il menu’ del pellegrino e ci tocca mangiare “a la carte” (24 € in due). Una birra (anzi due) al bar della Posada ci fa da buonanotte. L’ostello e’ austero, con severi muri in pietra e lunghe ed inquietanti strisce di umidita’ che dall’alto del bel tetto in legno scendono fino al pavimento. Rientriamo dal ristorante che le luci sono ancora accese, ma alle 22:00 si spengono; Quasi subito, in molti, cominciano a russare. Donato si addormenta abbastanza in fretta, Fabrizio resta sveglio per un paio di ore...intanto fuori piove.

10 Giugno 2007, Domenica (Roncisvalle - Estella 108 Km)

Ore 5:49 : le luci si accendono, il rumore del russare smette e comincia un generico chiacchiericcio, gente che va’ ovunque. Ci rassegniamo ad alzarci. Fuori il tempo e’ brutto, non piove ma c’e’ una nebbia bassa attaccata al terreno. Temporeggiamo un po’ ma poi, considerando che siamo gli ultimi, usciamo sotto lo sguardo severo dei tenutari. Ci facciamo la foto di rito davanti al cartello che indica la distanza per Santiago De Compostela (790 Km). Montiamo le bici e partiamo alla volta di Santiago. Facciamo colazione in una specie di forno affollato di pellegrini. Fabrizio in salita (coperto di tutto punto perche’ fa freddo) va come un treno, Donato in macchina provvede a qualche foto. All’ingresso della citta’ carichiamo entrambe le bici in macchina e ci dirigiamo verso l’aeroporto dove riconsegniamo la macchina. Ora siamo veramente in viaggio! Andiamo al centro di Pamplona, ci facciamo mettere il primo timbro (sello) del camino alla bella chiesa di San Saturnino e decidiamo di continuare verso Puente de la Reina. Sbagliamo strada cercando una (ormai) inesistente N111. All’uscita di Cizur Menor  tiriamo dritto e girovaghiamo per paesini chiedendo informazioni nel nostro spagnolo stentato. Alla fine arriviamo a Galar da dove, dopo qualche chilometro, riusciamo ad imboccare la NA1110 come si chiama adesso la N111. La NA1110 interseca in continuazione l’autovia A12 Pamplona-Logrono. Sotto una pioggerellina che va e viene e in un paesaggio ondulato siamo finalmente nella direzione di Puente de la Reina. Dopo qualche chilometro la strada comincia a salire (rimanendo pero’ sempre pedalabile) fino a Pto del Perdon dove la pioggia cessa lasciando un cielo umido e grigio. Da Pto del Perdon a Puente de la Reina c’e’ discesa e poi pianura. Arriviamo al famoso ponte mentre il tempo (e l’umore) si mette al bello. Dopo le foto di rito ci dirigiamo verso un bar dove per 13 euro ci prendiamo due bocadillos e due Coca. Nel frattempo un sole magnifico e un cielo azzurro illuminano la Navarra. Otteniamo un altro timbro all’hotel del pellegrino di Puente de la Reina e decidiamo di pedalare fino ad Estella (25 Km). La strada si mette subito in salita (molto pedalabile); Fabrizio raccomanda di andare piano perche’ abbiamo appena mangiato ma poi inizia a tirare come un TIR. Il paesaggio che ci scorre davanti e’ pieno di campi di grano disseminati di paesini che compaiono all’improvviso all’orizzonte. Una breve salita porta a Lorca e senza altre difficolta’ arriviamo ad Estella. Ci avviamo all’Auberge do pellegrinos dove possiamo dormire con 5,50 euro a testa (colazione compresa); timbriamo la nostra credential mentre ricomincia a piovere. Fabrizio si intristisce perche’ la squadra di calcio, di cui e’ segretario, sta perdendo lo spareggio-promozione...ma dura solo un’attimo. La cena la consumiamo in un ristorante con menu del pellegrino, e’ abbastanza misera, gli effetti li sentiremo domani. Mangiamo al tavolo con due ragazze Irlandesi, sono molto cordiali come tutti i pellegrini.  Alla fine della cena si torna in “albergo” dove la maggior parte delle persone dorme, ci proviamo anche noi ma appena pronti, quello sotto i nostri letti, comincia a russare sodo e lo fara’ per tutta la notte.

 11 Giugno 2007, Lunedì  (Estella – Belorado 130 Km)

 Ore 5,45 sveglia! Chiacchiericcio e cose solite. Causa il russare abbiamo dormito poco. Ci prepariamo con una certa indolenza e scendiamo in basso a fare colazione. Su un grande tavolo sono allineati vassoi con pane, fette biscottate, biscotti, marmellata e burro, sulla cucina ci sono i contenitori con latte, caffe’ e te’. Ci sono circa 20 persone, tutte di nazionalita’ diversa. Alle 7,30 partiamo, l’aria e’ fresca (infatti indossiamo i braccioli). Usciamo da Estella in direzione di Logrono; la strada inizia subito a salire verso Irache (convento e fontana del vino) e, dopo un paio di chilometri, inizia una serie interminabile di saliscendi con pendenze a volte affatto trascurabili.

Arrivati a Logrono abbiamo la necessita’ di abbandonare la ormai familiare e rassicurante NA1110 per prendere la N120. All’ingresso della citta’ un ciclista, al quale abbiamo chiesto indicazioni, mosso a pieta’, ci accompagna fino alla direzione giusta. La strada finisce in una trafficata circonvallazione urbana a quattro corsie. Incontriamo alcuni ciclisti di Torino che, con biciclette da strada e zainetti della domenica in spalla, sono come noi indecisi sul da farsi. Alla fine ci immettiamo, un po’ intimoriti, nella circonvallazione seguendo l’indicazione Burgos, ci lasciamo alle spalle i ciclisti di Torino e continuiamo a pedalare sulla corsia di emergenza. Dopo qualche chilometro, ci compare un cartello con l’indicazione N120 BURGOS. Purtroppo dopo 2 chilometri la strada finisce nella A12 (autovia) per Burgos e nella N232 per Santander! Siamo costretti a seguire la N232 imprecando contro tutto ! Dopo 3 Km, al primo paese, ci danno la giusta indicazione per riprendere la N120 e finalmente dopo altri 4 Km arriviamo a Navarrete e, da qui, sulla agognata N120. Abbiamo il vento contro e pedalare non e’ certo agevole ! Dopo alcuni chilometri  la N120 diventa una orrenda superstrada piena di camions e lavori in corso; la polvere si alza tutt’intorno la deviazioni sono continue e comincia a fare caldo.

Alle 11,30 arriviamo a Najera: il primo alimentari che avvistiamo e nostro! Mangiamo un po’ di frutta e soprattutto beviamo. Di fronte a noi sul campanile di una chiesa moderna facciamo il primo incontro con le cicogne. Ci dirigiamo verso il centro citta’. L’albergo del Pellegrino e’ chiuso (niente timbro), il bellissimo Monasteiro di Santa Maria del Real e’ chiuso (niente visita). Ci prendiamo un caffe’ e ripartiamo verso Santo Domingo de La Calzada. C’e’ una salita e sulla salita (il vento e’ sempre contrario) Fabrizio comincia ad avere i crampi, dobbiamo rallentare. Arriviamo a Santo Domingo dlC (molto carino) passiamo per l’Albergo del Pellegrino, dove otteniamo un timbro, e ci dirigiamo verso la Cattedrale famosa per ospitare un gallo vivo. La fatica si fa sentire, la fame…pure! Fabrizio si mette a fare stretching. Sono le 14,30, decidiamo di arrivare fino a Belorado (24 Km). La strada continua con gli ormai soliti saliscendi, il vento e’ sempre contrario.

Dopo 15 Km, pero’, siamo costretti a fermarci per la fame: in un pessimo bar ci facciamo un bocadillo in due prima di affrontare gli ultimi 9 Km. Arriviamo a Belorado un po’ provati, la N120 e’ la solita superstrada, il vento e’ sempre il solito ed i camions sono sempre di piu’. Dalla strada Belorado assomiglia vagamente ad un paesino messicano: assolato, desertico e un tantino squallido. Rincontriamo i ciclisti Torinesi bellamente seduti ad un tavolo di un BAR come fossero al mare !

L’albergo del Pellegrino ai Cuatro Cantones (5 euro per dormire piu’ 2 per la colazione) e’ molto carino, ha addirittura un giardino all’inglese  con una piccola piscina che serve principalmente per il ristoro dei piedi dei pellegrini. I letti e gli ambienti sono nuovi. Facciamo il bucato e ci facciamo doccia e barba, c’e’ un sole caldissimo e la giornata e’ estiva.

Ceniamo al ristorante di fronte all’ostello, un’ottima cena per 9 euro a testa. Alla fine facciamo un giro per la piazza di Belorado che e’ piuttosto carina. L’aria e’ calma e tranquilla , fa’ fresco  ed il cielo e’ limpido e pulito. Alle 22 ci avviamo verso la stanza per dormire, siamo in una cameretta con due soli letto a castello, Io e Fabrizio occupiamo i letti superiori. Purtroppo gli altri due russeranno sodo tutta la notte, nonostante una cuscinata!

 12 Giugno 2007, Martedi (Belorado – Fromista 127 Km)

 Sveglia come al solito alle 6:00, la giornata e’ nuvolosa e fa freddino, facciamo colazione e, alle 7:30, partiamo. Il tempo e’ fresco tendente al freddo, usiamo i braccioli. La strada va tendenzialmente in leggera salita per circa 11 Km. Facciamo gruppo con due spagnoli (padre e figlio) con i quali ci alterniamo nell’andatura. Appena arrivati alla salita si staccano, li lasciamo e tiriamo dritti. La salita non e’ particolarmente dura e porta, dopo 6 Km, al primo vero passo del cammino: Pto della Pietraja a 1150 m. Le nuvole della mattina si sono rivelate solo una nebbia bassa che abbiamo lasciato giu’ in pianura, adesso splende uno magnifico sole. Il paesaggio intorno e’ quasi montano e molto verde, cominciano prima i soliti saliscendi e poi una leggera e lunga discesa fino a Burgos. Appena arrivati, puntiamo subito verso il centro, dopo i soliti semafori e strade anonime ci appaiono le guglie della cattedrale: e’ bellissima, bianca e stagliata su di un cielo azzurro e limpido. Lasciamo le bici e ci facciamo mettere il solito timbro, visitiamo la cattedrale un po’ in fretta perche’ e’ enorme; un consiglio: visistatela! Fuori dalla cattredale c’e’ una piazza enorme e piena di gente, in un bar ci concediamo un enorme boccadillos al prosciutto. Qualche foto, rifornimento di acqua e, alle 12:00, ripartiamo. Fortunatamente riusciamo a trovare subito la N120 in direzione Leon.

Usciamo da Burgos e ci addentriamo nella meseta spagnola. Il paesaggio e’ piatto (con i soliti saliscendi) con grandi prati verdi che si perdono all’orizzonte. Convinti di dovere proseguire fino a Leon sulla N120 non giriamo al bivio per Castrojeriz. La meseta e’ piatta ed assolata, la fatica comincia ad affiorare. Ci fermiamo ad un distributore per bere qualcosa, realizziamo finalmente di avere mancato la deviazione. A questo punto decidiamo di arrivare fino ad Osorno e prendere la N611 che ci riporta, a Fromista sul Cammino. Il vento e’ sempre presente e sempre in direzione contraria. La strada e’ dritta con i soliti saliscendi, dopo circa 20 Km ci porta a Fromista. Come al solito ci dirigiamo all’ostello del pellegrino, facciamo il bucato e le abluzioni personali. Alle 20:00 cena al ristorante Marisa, siamo in 2 : Io e Fabrizio. Cena ottima per 9 euro a testa compresa una bottiglia di vino che, da bravi pellegrini, ci scoliamo completamente! Alle 22:00 andiamo a letto, incredibilmente nessuna russa…ssshhh....Buona notte !

 13 Giugno 2007, Mercoledi (Fromista – Virgen do Camino 126 Km)

 Io e Fabrizio (incredibile!) siamo i primi ad alzarci, seguono i soliti preparativi, partenza alle ore 8:00. Torniamo un Km indietro per vedere il Canale di Castilla: non ne valeva la pena! La giornata e’ coperta, parzialmente assolata, ma decisamente fredda, nonostante i braccioli indosso il giubbetto antivento. Il sole si vede a tratti, il vento non si vede ma si sente ! Soffiera’ fortissimo e (nenche a dirlo) in direzione contraria per tutto il giorno. Da Fromista a Carrion de los Condes ci sono 18 Km di saliscendi, ce li facciamo in 50 minuti. Donato pero’ e’ un po’ lento, non carbura, complice e’ forse la bottiglia di vino che ci siamo scolati ieri sera. A Carrion de los Condes ci fermiamo per fare qualche foto e, imboccata la ormai familiare N120, ripartiamo alla volta di Sahagun. Il vento contro e’ sempre molto forte, Fabrizio pedala tranquillo, superiamo qualche ciclista con bici da strada. Il paesaggio e’ piatto, gli spazi sono ampi. La strada all’inizio e’ piatta, poi inizia a presentare i soliti saliscendi che portano fino a Sahagun. Ci fermiamo all’hotel del pellegrino per il solito timbro. A Sahagun e’ festa , una piccola banda di gente colorata e con parrucche arancioni ci viene incontro. L’ostello e’ molto bello, l’accoglienza al solito e’ gentile, internet e’ gratis, ne approfittiamo per scrivere qualche e-mail. Cerchiamo un posto dove mangiare, ma a Sahagun oggi e’ festa e ovviamente e’ tutto chiuso, compreso l’unico negozio di bici che ci capita di vedere. Affamati usciamo da Sahagun in direzione di Leon. Appena fuori dalla cittadina si trovano due possibili varianti: La calzada Romana ed il Camino Frances, noi prendiamo quest’ultimo e, su asfalto, seguiamo stradine parallele al camino in direzione Mansila de las Mulas. A Berciamos del Real Camino troviamo un bar e ci concediamo due boccadillos con Jamon insieme a tre italiani (due donne e un uomo).

Al Burgo Ranero prendiamo un caffe’ e ripartiamo subito verso Mansila de las Mulas. Sono quasi le 14:00, la strada e’ piatta ma il vento contro e’ sempre fortissimo.

All’ingresso di Leon un cartello ci fa sbagliare direzione, facciamo circa due Km di salita prima di accorgercene e di tornare indietro. Arrivati a Leon cominciamo prima a seguire le frecce gialle del cammino e poi le indicazioni per il centro citta’. Ci ritroviamo davanti alla bellissima cattedrale, indugiamo, facciamo le foto, passiamo per S. Isidoro e arriviamo all’albergo del pellegrino per il solito timbro. Decidiamo di andare a dormire a Virgen do Camino perche’ c’e’ un “albergo” nuovissimo. Sono le 16:50, riattraversiamo Leon passando davanti al bellissimo Conviento di San Marcos, attraversiamo un ponte romano e in salita facciamo gli ultimi 7 Km per Virgen do Camino. L’ostello (4 euro a testa) e’ in effetti bello e nuovo, il paese e’ brutto e squallido. Lubrifichiamo le catene, facciamo il bucato e le altre incombenze personali. Pare che il ristorante non apra prima delle 21.00. Purtroppo comincia a pioviccicare, il ristorante in effetti apre alle 21:00. La cena e’ decente (19 euro in due). Torniamo all’ostello sotto la pioggia e folate di vento. La nottata e’ tranquilla: niente russatori, pero’ continua a piovere.

 14 Giugno 2007, Giovedi (Virgen do Camino – Ponferrada 100 Km)

 Sveglia alle 6,30, piove e fa freddo! All’ostello non c’e’ colazione, prendiamo un caffe’ alla macchinetta, copriamo con un telo di plastica le sacche posteriori della bicicletta (quella anteriore si deve accontentare di una busta da supermercato, rilevatasi pero’ decisamente efficace) e partiamo. Virgen do Camino ci appare, nella luce livida del mattino,come un paese deserto allungato ai bordi della strada principale. Facciamo un misero tentativo di trovare un bar aperto, poi desistiamo e visto che comincia a piovere seriamente, partiamo alla volta di Astorga.

I primi chilometri sono un Inferno: pioggia battente, vento, freddo e traffico di camions che ci sfiorano veloci facendo sventolare i teli di plastica. Dopo una decina di chilometri ci fermiamo (zuppi!) a fare colazione in una specie di motel lungo la strada (cappuccino e croissant gigante).  Un po’ rinfrancati ma con i piedi a mollo, ripartiamo.

Fortunatamente incontriamo quasi subito 2 spagnoli (Juan e Fernando) che come noi fanno il “Camino” in bicicletta e con cui naturalmente facciamo subito gruppo. Piu’ che l’aiuto a tirare sui lunghi rettilinei spazzati da vento, ci giova la compagnia, la condivisione di quei momenti difficili e la distrazione di scambiare qualche parola. La strada segue qualche saliscendi all’uscita di Virgen do Camino, poi diventa abbastanza piatta per ricominciare di nuovo con i saliscendi in vista di Astorga. Qui i nostri amici spagnoli ci lasciano perchè hanno bisogno di un meccanico per la bici di uno di loro che ha spezzato la catena. Li salutiamo calorosamente. Entriamo in città, mentre smette di piovere, qualche raggio di sole appare fra le nuvole nere e gonfie.

Foto di rito davanti alla cattedrale ed al bellissimo palazzo di Gaudi’. Entriamo nella cattedrale per avere il timbro: e’ bellissima, il pavimento e’ di legno, le colonne sono alte e gotiche, ci sono poche persone. Otteniamo il timbro ed usciamo. Siamo zuppi e da Virgen dC abbiamo fatto solo 44 Km. Entriamo in un alimentari e ci concediamo 2 banane a testa. Prendiamo la strada LE 142 in direzione Castrillo de los Polvezares dopo qualche Km la strada comincia a salire. La pioggia ricomincia a cadere. Da Castrillo dlP continuiamo in salita fino ad una deviazione a destra indicata come Catalina de somoza - El Ganso. La strada continua in salita non eccessiva ma con qualche strappo piu’ impegnativo fino a Rabanal del Camino. Qui la pioggia e’ insistente e fredda. Lasciamo la strada ed entriamo nel bel paese risalendo letteralmente un ruscelletto che scende lungo l’acciottolato.  Alla fine della salita ci fermiamo in una bella locanda ristrutturata. Ci facciamo il solito Boccadillo con Jamon serrano accompagnato da una birra. Zuppi ed infreddoliti ripartiamo. Per riprendere la strada asfaltata dobbiamo fare un km di sterrato, lo percorriamo nelle condizioni peggiori : piove a dirotto, c’e’ un ventaccio che arriva da tutte le direzioni e fa freddo! Riprendiamo l’asfalto in salita mentre la pioggia non ci da tregua. Dopo qualche Km la pioggia fortunatamente cessa, il vento purtroppo rimane ! La salita e’ continua ma, a parte qualche strappo, non troppo dura. Alla Cruz de Hierro (1550 m) facciamo le foto di rito ma ripartiamo quasi subito a causa del tempo. Un po’ di discesa fino a Monjarin dove c’e’ uno specie di Totem con le distanze mondiali (Roma 2475 Km). Intanto appare un po’ di sole. Si ricomincia a salire per qualche Km fino ad un rifugio e poi una lunghissima discesa; il paesaggio e’ di montagna, la nebbia ed il maltempo lasciano ampi spazi di azzurro. La discesa e’ molto ripida e porta subito al bel borgo di El Acebo e poi a Molinaseca. Da qui la strada continua piatta fino a Ponferrada dove ci fermeremo. Dopo qualche informazione riusciamo a trovare l’albergo del pellegrino (prezzo un’offerta di 5 euro in 2!!). Sistemiamo le nostre cose, facciamo un po’ di bucato e poi un po’ di sole…..finalmente!. Cena al ristorante El Seijo al prezzo convenzionato di 9 euro a testa anche se poi ci concediamo un piatto supplementare di formaggio. Alla fine della cena e’ ancora presto per cui visitiamo il centro di Ponferrada, alle 22:00 dobbiamo rientrare, la cucina e’ ancora piena di gente e Fabrizio si ferma a parlare con una ragazza di Alleghe che sta facendo il camino da sola!

 15 Giugno 2007, Venerdi (Ponferrada – Sarria  99 Km)

 La notte non e’ stata gran che, il peggior russatore che ci sia mai capitato ha dato il “meglio” di se per tutta la notte! Facciamo colazione ancora ad El Seijo. La mattinata si presenta  freddina e nuvolosa, partiamo con gambali e braccioli alle 7:45. Imbocchiamo la LE 713 abbastanza in fretta. Comincia a piovere ed allora decidiamo di fermarci e coprire le sacche delle bici con delle buste dell’immondizia (da 30 lt) comprate ad Astorga : si dimostreranno rapide ed efficaci anche nelle tappe successive.  Appena ripartiamo il tempo migliora, arriviamo a Cacabelos dove c’e’ una chiesa piena di nidi di uccelli; mangiamo un po’ di frutta, qualche foto (anche scherzosa). Dopo qualche Km, su di uno strappetto, Fabrizio spezza la catena. Ci fermiamo a bordo strada, Fabrizio all’inizio si innervosisce, poi risolve utilizzando delle false maglie. Un po’ titubanti riprendiamo il viaggio, la catena sembra funzionare piuttosto bene. Fortunatamente dopo 5 Km arriviamo a Villafranca del Bierzo dove troviamo un meccanico per bici, un simpatico vecchietto che, per 22 euro, cambia la catena di Fabrizio e rimette a posto il cerchio posteriore che era un po’ storto. La bicicletta sembra andare meglio di prima. All’uscita di Villafranca del Bierzo prendiamo la N VI che costeggia la nuova autostrada Madrid – La Coruna. La strada comincia a salire con dolcezza tenendosi all’interno di una valle abbastanza stretta. Dopo qualche chilometro prendiamo, a destra, la deviazione per Vega de Valmarence; la strada adesso comincia a salire con una certa continuita’. Nei paesini che incontriamo la gente ci saluta con il solito “Hola! Buen Camino!”, Fabrizio e’ carico e sempre piu’ convinto di volere “spianare ‘O Cebreiro”. Comunque la strada e’ molto bella, poco trafficata ed il paesaggio comincia man mano a diventare montano. Uno strappo finale, abbastanza duro, ci riporta sulla N VI e poi, piu’ dolcemente, a Piedrafita do Cebreiro, dove entriamo finalmente in Galizia. Il tempo e’ nuvoloso ed umido con una nebbiolina insistente ma, se non altro, non piove ! A Piedrafita do Cebreiro ci fermiamo solo un attimo in un bar per una bibita, poi ripartiamo immediatamente verso O Cebreiro. La salita di 4,5 Km non e’ particolarmente dura (come ce l’aspettavamo) a parte qualche strappetto. Al Cebreiro ci sono turisti e musica Irlandese! Il posto e’ bello ma da l’impressione di essere un po’ patinato dal turismo, le belle case (pallozas) con tetto in paglia sono tirate a lucido. Le pietre dei muri sono pulite ed ordinate. La chiesa invece e’ piccola e bella, dentro c’e il Caliz do Milagro (una specie di graal Galiziano), una bella Madonna ligea con bambino, un bel crocifisso (anch’esso ligneo) e una statuetta di  Santiago pellegrino. Accendiamo una candela alla Vergine e otteniamo un enorme ‘sello’. In un locale della piazzetta ci concediamo il pranzo giornaliero: Donato un piatto di formaggio Galiziano, Fabrizio 2 uova con prosciutto, ognuno,ovviamente, con la sua cerveza! Quando usciamo fa molto freddo, ci copriamo con tutto quello che abbiamo e cominciamo a scendere, la discesa finisce subito e comincia qualche saliscendi e poi di nuovo discesa per un paio di km. Si torna a salire in direzione del Alto de S. Roque dove c’e’ un monumento al pellegrino aggredito dai venti dell’Atlantico; foto di rito. Qualche altro tratto in discesa e poi 2 Km di salita per arrivare al Alto Del Pojo (1335 m). Da qui si scende con una bella strada con pendenza costante del 7%. Il vento e’ impetuoso, raffiche fortissime ci scuotono la bicicletta. Alla fine della discesa incontriamo il paese di Triacastela, il vento, se possibile, e’ ancora piu’ forte, risale veloce la valle della Sarria. Dopo i soliti saliscendi arriviamo a Somos dove la valle termina su di un enorme Monastero Benedettino che ne sbarra quasi l’accesso. Continuiamo verso Sarria, mentre il vento (contrario) continua a farla da padrone.  I soliti saliscendi fatti con vento contrario, sono diventati veri e propri scollinamenti. Arrivati a Sarria ci dirigiamo verso l’Hotel del Pellegrino, ci dobbiamo fare una salita del 20 % per scoprire che non ha posto per le bici (dovremmo lasciarle per strada) :desistiamo. Risaliamo la cittadina fino a un albergo privato a 6 euro per notte. Fatto il bucato e 2 birre a testa, assistiamo ad una (misera) processione locale. Affianco all’hotel c’e’ un ristorante dove mangiamo (menu del pellegrino) con 7,50 euro a testa. Ci sorprende la presenza di una intera famiglia Italiana che sta facendo il cammino a piedi. I figli (una ragazza ed un ragazzo) sono stanchi ma soprattutto annoiati. Il cammino a piedi richiede preparazione fisica, ma soprattutto mentale, ci chiediamo se la decisione di fare il cammino sia stata di tutta la famiglia o dei soli genitori. La camera e’ accogliente, il sonno tranquillo.

 16 Giugno 2007, Sabato  (Sarria – Arzua’  83 Km)

 Sveglia alle 6,50, il tempo appare decente ma le previsioni che vediamo sulla televisione non promettono niente di buono, nuvoloni temporaleschi si ammassano (nella animazione televisiva) tutti nell’intorno di Santiago! In compenso la colazione a Sarria e’ grandiosa: un succo di arancia e due mega croissants caldi a testa. Partiamo ed e’ subito salita per qualche Km, poi i soliti saliscendi si alternano per 10 Km. A Couto una bella discesa ci porta fino a Portomarin dove c’e’ un grande lago artificiale.La giornata e’ fredda ed il cielo si e’ coperto minacciando pioggia. A Portomarin attraversiamo il ponte e prendiamo la salita per Vendas de Naron. La salita e’ lunga (12 Km) pedalabile ma con alcuni strappi impegnativi, in definitiva  abbastanza dispendiosa. Alla fine della salita si arriva ad un trivio con la scritta ‘Santiago Km 89 e l’indicazione del camino per autocares sulla destra, bisogna ignorare questa indicazione ed andare dritti e, dopo circa 100 metri, seguire sulla destra una stradina con l’indicazione Ventas. Fatto qualche chilometro comincia di nuovo a piovere, ripariamo una borsa di Donato (alla quale si era staccato un gancio) con delle utilissime fascette stringicavo, copriamo il tutto e ripartiamo. La strada si svolge in un paesaggio molto bello, verdissimo tra pascoli di montagna e paesini. Termina a Ligonde dove si riprende la N547 che porta senza grosse difficolta’ fino a Melide. Arriviamo in paese alle 12,30, il tempo e’ migliorato: piove appena. L’hotel del pellegrino e’ ancora chiuso (apre alle 13,00) e davanti c’e’ una fila notevole. Dopo esserci consultati decidiamo di ripartire per il prossimo rifugio (Arzua’). La strada e’ prima tendenzialmente in discesa poi iniziano dei notevoli saliscendi fino ad Arzua’ dove arriviamo dopo circa 40 m. Ci dirigiamo all’hotel del pellegrino, non ci chiedono neanche un’offerta! Per le biciclette, in realta’, l’ingresso sarebbe  possibile solo dopo le 19,00, ma noi facciamo gli gnorri; entriamo, posizioniamo le biciclette alla rastrelliera, occupiamo i letti e ci facciamo la doccia senza che nessuno ci dica niente. Dato che non abbiamo mangiato ci rifacciamo in un locale vicino all’ostello: un’insalata mista a testa ed un piatto di formaggio in due. La pioggia intanto continua ad interrompere qualche timido tentativo del sole di farsi spazio tra le nuvole. Il pomeriggio passa tra qualche lettura, un giro in paese ed uno in un supermercato dove compriamo qualche biscotto. La cena la consumiamo in una pizzeria vicino all’ostello: la pizza ci fa rimpiangere quella dell’amico ‘lentopedino’  Andrea!  Il tempo necessario a dare inizio alla digestione e ci concediamo al dormitorio che ci accoglie con il solito russare! Durante la notte la pioggia continua a cadere con insistenza, l’unica consolazione e quella di essere ad un passo, ormai, da Santiago (39 Km).

 17 Giugno 2007, Domenica  (Arzua’ – Santiago de Compostela 39 Km)

 Quando ci svegliamo pioviccica appena, ma nuvole nere ci circondano. Per colazione consumiamo qualche biscotto comprato ieri. Al momento di partire il cielo si apre: appare qualche timido raggio di sole. Troviamo subito i primi (a volte lunghi) saliscendi. La pioggia arriva quasi subito, insistente e copiosa ma, per il momento, non eccessivamente fredda. Ci fermiamo lungo la strada a prendere un caffe’. All’uscita la pioggia aumenta e diventa, a tratti, torrenziale. Purtroppo inizia anche a soffiare un forte vento ed a fare freddo. Il culmine arriva vicino all’aeroporto di Santiago, il cielo e’ nerissimo, la pioggia fittissima con l’aggravante del vento che ci perseguita. Ci fermiamo sotto una pensilina di sosta dei pellegrini a piedi per fare il punto della situazione e per verificare che la direzione sia corretta. Ripartiamo immediatamente perche’ siamo zuppi ed infreddoliti. I tratti peggiori sono quelli in discesa, il freddo indolenzisce le mani e mi appanna i riflessi. Ore 10:30 di Domenica 17 Giugno 2007 arriviamo finalmente sotto il cartello stradale di SANTIAGO. Scattiamo la foto di rito e via verso la Cattedrale in piazza Obraidoiro. La strada  da percorrere da questo momento è facilissima, infatti basta seguire la lunga fila di pellegrini a piedi che si dirigono verso il centro. Imbocchiamo Porta do Camino, attraversiamo il centro e ci ritroviamo finalmente davanti la maestosa Cattedrale. Non si può immaginare la sensazione e l’emozione che si prova quando si arriva; anche per noi e’difficile descriverla. La piazza e’ piena di gente: di pellegrini che come noi che si abbracciano e piangono di gioia ma anche di normali turisti . A rovinarci questo bellissimo momento sono la pioggia, ma soprattutto il freddo. Donato non riesce quasi ad articolare le mani, ci ripariamo sotto un porticato dove scattiamo qualche foto, poi, di comune accordo, decidiamo di andare a trovare una sistemazione e una doccia bollente. Pare incredibile tanto freddo: sono le 11,00 del 17 Giugno! Fortunatamente troviamo subito una camera a due passi dalla cattedrale (rua das carrettas) a 15 euro/cad (l’hotel del pellegrino di Santiago presso i frati minori e’ chiuso!). Finalmente ci facciamo una doccia calda, ci cambiamo e...ritorniamo in vita! Dopo un po’ usciamo, visitiamo la cattedrale, ritiriamo la Compostela presso l’officina del pellegrino e facciamo qualche compera. Cena in uno dei tanti locali di Santiago e serata tranquilla.

 18 Giugno2007, Lunedi  (Santiago de Compostela)

 Sveglia con calma, colazione in un bel bar del centro, ancora qualche compera. Passiamo dal ‘Velocipede’ per verificare la fattibilita’ dell’imballo delle bici, il proprietario ci conferma tutto cio’ che avevamo letto dai vari resoconti : imballo completo a 16 euro a bicicletta, nell’interno dell’imballo inserisce anche casco, sacco a pelo, scarpe ecc. Arriviamo al terminal dei bus per verificare gli orari per Finisterre : tutto coincide. Andiamo in cattedrale alla messa del pellegrino, lo “Scambiatevi un segno di pace...” diventa una festa di abbracci, specialmente per i pellegrini a piedi, scaricano finalmente la loro gioia e la fatica accumulata in quasi un mese di cammino. Nella lista dei pellegrini provenienti da Roncesvalles ci sono tre italiani : due siamo noi.  Visitiamo la tomba dell’apostolo Giacomo e l’intera bella cattedrale. Pomeriggio indolente fra negozi turistici e visita alla citta’. Domani partenza in bici per Finisterre.

 19 Giugno 2007, Martedi  (Santiago – Finisterre – Santiago)

 Tutta la notte piove, la mattina, ovviamente, diluvia!. Il cielo e’ grigio compatto e plumbeo come al solito. I forti scrosci di acqua nella strada vengono disturbati solo da forti folate di vento! Partire in bicicletta in queste condizioni non e’ possibile! La depressione ci attanaglia, non sappiamo cosa fare. Alla fine decidiamo di tentare l’affitto di una macchina per raggiungere Finisterre. All’ufficio turistico ci mandano da una agenzia (BREA) abbastanza vicina. Fortunatamente riusciamo a prendere una ATOS Prime a 60 euro per un giorno. Un minimo rinfrancati partiamo alla volta di Noia. Il cielo, sulla costa, presenta larghi spazi di azzurro, e piu’ in la’ migliora decisamente : la rabbia, per non averla fatta in bici, sale! Comunque risaliamo la bellissima strada che segue la costa ovest verso nord. Da Noia a Muros poi a Cee. Il tempo ormai e’ bello, il paesaggio pure. Al faro di ‘Cabo Finisterre’ c’e’ poca gente, il paesaggio e’ splendido, il lembo di terra finisce sul mare, tutto intorno c’e’ un vento fresco e fantastico. Mangiamo al paese di Finisterra, durante il pranzo un violento e breve scroscio di pioggia ci riporta alla realta’ del viaggio. Dopo pranzo partiamo verso La Coruna. La strada si snoda fra boschi di eucalipti finche’ non rispunta il mare della costa Nord. La Coruna e’ una cittadina moderna, non bellissima. Camminiamo per un po’ nelle stradine a ridosso del porto. Ripartiamo verso Santiago dove, neanche a dirlo, piove. Riconsegniamo la macchina, torniamo a casa e poi usciamo per la cena. Serata in birreria fino alle 23,30

 20 Giugno 2007, Mercoledi  (Santiago – L’Aquila)

 Ci alziamo ed il tempo e’....decisamente buono!!! Paghiamo la camera (15 euro/cad x notte) e portiamo le bici al velocipede per farle imballare. Fino alle 18,00 passiamo il tempo fra giri per la citta’, Internet, e la cattedrale. Alle 18,00 ritiriamo le biciclette imballate (32 euro) e prendiamo un Taxi per l’aeroporto (23 euro). Le formalità del checkin le sbrighiamo in fretta e senza problemi. Incontriamo un ciclista romano (bicicletta da strada) che si e’ fatto il percorso Santander – Santiago portandosi la sacca della bicicletta dietro. Lui e’ arrivato in aeroporto in sella e poi ha smontato la bicicletta in aeroporto dove c’e’ una postazione con gli attrezzi necessari. Il volo e’ tranquillo ed arriva in orario a Roma. Fabrizio ritira le biciclette, mentre io prendo l’ennesima macchina Hertz (prenotata – 53 euro). Arriviamo all’Aquila alle 1,30 del 21 Giugno (solstizio d’estate).

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Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
se è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

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(Pablo Neruda)