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Il Comune di Tornimparte,
ubicato lungo la vallata che dai contrafforti del Velino e della Duchessa
sfocia nella piana di Sassa - Preturo e nella conca aquilana, si presenta al
visitatore con la varietà dei suoi 18 centri abitati sparsi, fin
dall'antichità, lungo una fascia di 10 chilometri.
I vari paesi risultano ben inseriti in un "mare di Verde", tra montagne,
colline, valli, boschi e sterminati prati; ma, accanto a tale notevole
patrimonio ambientale, Tornimparte gode anche di un notevole patrimonio
artistico ed architettonico, nonché di secolari tradizioni e di un'accesa
attività culturale.
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Il
toponimo "Rocca S. Stefano" originariamente indicava un
aggregato di sette piccoli centri : Collecastagno, Collemarino, Madonna
Della Strada, Pie' La Costa, Colle Farelli e Caifano. ; oggi, invece, questo
nome indica soltanto il paese che originariamente assumeva il nome di
Collecastagno. Non si hanno documenti certi e riferimenti storici
attendibili sino agli anni 1000. Nel 1173 Rocca S. Stefano era un castello
di un soldato e mezzo, circa 36 famiglie, ed apparteneva ai fratelli baroni
Gentile e Gualtiero di Poppleto, e a Tommaso, barone di Preturo. Nella
Bolla di Papa Alessandro III che nel 1178 inviò a Pagano, vescovo di Forcona,
tra le Chiese, possessioni, tenimenti dellaDiocesi forconese, erano incluse
anche le Chiese di Rocca S. Stefano e di Troyla, l'attuale Pie' La Costa.
Tale possesso venne riconfermato dal Papa Innocenzo III con la Bolla che
spedì nel 1204 a Giovanni, vescovo di Forcona. Anche Rocca S.Stefano
partecipò alla fondazione della Città dell'Aquila nel 1254 : le sue genti si
insediarono nel quartiere di S. Giovanni di Lucoli, oggi S. Marciano. Lo
stemma originario del Comune di Rocca S. Stefano era rappresentato da una
chiesa in campo oro con una stella e le lettere R.S.S. scritte al
contrario ; successivamente fu sostituito da uno stemma rappresentato da una
torre di due palchi. E' questo secondo stemma più recente che ritroviamo
nell'attuale stemma del comune di Tornimparte. Nel 1529 Rocca S. Stefano
venne assegnata in feudo al capitano spagnolo Benedetto de Rosales dal
Viceré di Napoli Filiberto D'Oranges ; al Rosales succedette la baronessa
Margherita Strozzi, moglie di Andrea Ardinghelli. feudatario di S. Demetrio
e Campana, e Regio tesoriere della Provincia dell'Abruzzo Ulteriore. Alla
morte di Margherita Strozzi il feudo fu acquistato dalla Baronessa Anna De
Medina. Nel 1560 la Regia Corte di Napoli lo rivendette a Camillo Antonelli.
Al barone Camillo successe il figlio Girolamo Antonelli. Nel 1635 il feudo
fu comprato da Pompeo Colonna, figlio della Marchesa di Vasto. La Famiglia
romana dei Colonna tenne il feudo fino al 1806, anno in cui il Comune di
Rocca S. Stefano perdette la propria autonomia, e con Decreto di Giuseppe
Bonaparte, Re di Napoli, l'8 dicembre fu riunito al comune centrale, più'
popoloso, di Tornimparte.
Maurizio
Santucci

Foto by F.Santella 24 Aprile
2006 |
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Chiesa si Santo Stefano
La chiesa sorge appena fuori dagli abitati di
Rocca S. Stefano e di Forcelle, alle falde della montagna. Non si conosce
con precisione la data della sua costruzione, quel che è certo è che è
anteriore al 1178, poiché in quell’anno veniva menzionata nella bolla di
Alessandro III al vescovo di Forcona. L’edificio è stato più volte
danneggiato e ricostruito. Il terremoto del 1703 la distrusse quasi
completamente. Un altro evento catastrofico per questa costruzione fu il
terremoto del 1915 che rese necessario un profondo restauro, terminato nel
1928. Nel 1952 il Parroco informò la Sovra Intendenza ai Monumenti e
l’Ufficio Amministrativo diocesano dello stato di conservazione
particolarmente disagiato della chiesa. In seguito a questi avvenimenti le
funzioni religiose si sono svolte nelle chiesa della Madonna delle Grazie a
Rocca S. Stefano e nella chiesa di S.Sebastiano a Forcelle. I terremoti
degli anni ’80 fecero crollare definitivamente il tetto
( Notizie tratte da:"Tornimparte
- Ricerche storiche" di Filippo Murri - ed. Futura 1992)
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