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«Cima Giovanni Paolo II non è da tutti, come non è da
tutti il Corno Piccolo». Lo afferma il presidente della sezione aquilana del
Cai, Aldo Napoleone puntualizzando che «ogni cima ha le sue insidie anche se
la ”montagna del Papa” non ha lo stesso grado di difficoltà del ”Corno”. Il
vero sentiero parte da S.Pietro alla Jenca e per coprire i circa 1300 mt di
dislivello occorrono circa cinque ore e soprattutto una buona
preparazione fisica. I tempi di percorrenza si dimezzano se la cima la
si raggiunge dall’albergo di Campo Imperatore e prendendo il sentiero che
porta anche a Pizzo Cefalone. Questo è l’itinerario finora preferito dagli
escursionisti più o meno esperti, ma è più pericoloso: c’è l’attraversamento
della cresta delle Malecoste. «È una via particolarmente esposta
lateralmente infatti corre sul filo di cresta, quindi con vuoto da ambo i
lati. La cima che veniva chiamata ”Gendarme” ora, complice l’ondata
emotiva della scomparsa di Giovanni Paolo II, è diventata una delle mete più
ambite dagli escursionisti del Gran Sasso. |