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Carte consigliate/Periodo
Consigliato
Carta dei Sentieri Gran Sasso D'Italia
(neve
e fango permettendo)
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Percentuale di sterrato
85%
Percentuale di
ciclabilità
100% |
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Partiamo dalla piazza del quartiere di S. Giacomo, direzione Collebrincioni-Aragno. Dopo qualche centinaio di metri la strada comincia a
salire e all’altezza di un tornante troverete una ripida salita: o imboccate la
salita o girate a destra per un percorso più tranquillo. I due percorsi si
incontrano in cima dopo poche centinaia di metri, nei pressi di una grossa cava
di sabbia..(Cava di Vaccarelli). Arrivati qui, potete ancora scegliere se
percorre la ripidissima salita che costeggia sulla sinistra la cava, o
percorrere sulla destra la più lunga ma più comoda strada normale; in ogni caso
anche qui i due percorsi si incontrano oltre la collina, nei pressi di una
curva. Proseguite sulla strada asfaltata fino ad incontrare prima un’ultima
ripida rampa che poi incrocia la strada Collebrincioni-Aragno. Girate a sinistra
direzione Collebrincioni e arrivati all’altezza della Fonte Vecchia imboccate la
strada asfaltata che poi diventa sterrata che sale verso la località Il Lago.
Salite per circa un paio di Km, fino ad arrivare in cima in località Colle
Praticciolo. Proseguite dritti scendendo e raggiungerete così la località Lago
di Collebrincioni dove troverete dopo un po’ la Fonte del Lago (molto
usata dal bestiame al pascolo). Seguite per la strada principale, tralasciando
le stradine laterali, fino ad una ampia curva verso sinistra dove tralasciando
la sterrata di destra si inizia a salire. Dopo una cattiva rampa (dove alla fine
c’e’ un filo spinato) la strada ridiventa più “umana” e arriverete così in
località Procoio (anche chiamati i Coppi di Aragno) dove si incrocia una
sterrata. Voi andate leggermente a sinistra e subito a destra trovate una
traccia che vi immette nel Fosso della Mandorla. (Tenete come punto di
riferimento per la direzione, l’evidente strada che sale e taglia a zigzag Monte Jenca di fronte a voi, dall’altro lato della valle)
Dopo pochi metri arriverete su una radura:
qui avete due possibilità A e B.
Percorso A: seguite dritta la traccia che si perde in mezzo a degli
arbusti; andate dritti e poco dopo dovrete scendere di sella perchè il sentiero
si fa molto brutto e accidentato. Tenetevi sulla sinistra del vallone (Fosso
della Mandorla) percorrendo (bici a mano) il sentiero che ridiscende a fianco di
un recinto in filo spinato. Scendendo sempre sulla traccia evidente del sentiero
si arriva su una piccola radura erbosa: oltrepassate gli alberi e di sotto
troverete una “vasca” usata per abbeverare il bestiame; girate a destra
ritrovando a questo punto una traccia carrabile molto più comoda. Scendete
ancora fino ad incrociare il torrente Raiale nei pressi della località Il Vasto.
Percorso B: su questa radura si nota sulla destra una traccia. Imboccatela e
percorretela per circa un centinaio di metri; noterete che la traccia ridiscende
verso le collinette e i pianori sottostanti, di fronte a voi.(Piano Aperto) Voi
tralasciatela e girate alla vostra sinistra e ridiscendete così il
crinale
brullo della collina, senza una traccia ben definita. Prendete come punto di
riferimento il casolare che vedete sotto di voi (Cascina Cappelli)
Ad
un certo punto s’ incrocia una sterrata che prendiamo a dx e in discesa dopo un
po’ si incontra il torrente Raiale. Guadate il torrente e girate a destra; dopo
pochi metri arriverete alla Cascina Cappelli (dei ruderi in ristrutturazione);
tenetevi sempre sulla destra costeggiando i fabbricati e riscendete di nuovo
verso il torrente (non molto evidente sulla vostra destra in basso c’è una
fonte) Percorrendo la strada, che man mano diventa sentiero, dovrete
guadare un
paio di volte il torrente in punti abbastanza facili, che nel periodo estivo
hanno non più di 10/15 cm d’acqua. La strada da percorrere rimane sempre ben
evidente e scendendo si arriva rapidamente nei pressi di Assergi. Qui
incontrate sulla vostra destra un ponte che attraversa il Raiale: attraversatelo
girando a destra e cominciate a risalire la strada percorrendo la traccia
principale tralasciando le stradine laterali. Incontrerete la
fonte dell’Accodina e salendo ancora
costeggerete l’autostrada e ancora una fonte, fonte Arascia
(acqua poco buona). Subito dopo quest’ultima fonte si passa sotto ad un
sottopassaggio dell’autostrada e, all’uscita di questo, sulla vostra destra fate
attenzione ad imboccare la sterrata che risale e continua a costeggiare
l’autostrada. Dopo qualche centinaio di metri dovrete di nuovo girare a destra
ripassando sotto l’autostrada; costeggerete per qualche centinaio di metri
ancora l’autostrada fino ad incontrare un nuovo sottopassaggio nei pressi di una
discesa. A questo punto girate a destra e cominciate a salire per un’ampia
carrareccia, che vi porterà dopo circa un paio di Km ad Aragno. Qui si riprende
l’asfalto nei pressi del cimitero: andate dritti e seguite le indicazioni per
l’Aquila. Dopo circa un paio di Km incontrerete sulla vostra sinistra il bivio
da cui siamo sbucati in precedenza e che ci riporterà verso S. Giacomo. |