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Si
tratta di un itinerario che ci permette di compiere un ampio giro che include la
valle del Chiarino, con i suoi meravigliosi boschi di faggio, ai piedi dei
ripidi pendii del monte Corvo, la vetta più elevata del settore occidentale del
massiccio del Gran Sasso. Un doveroso ringraziamento deve essere espresso ai due
amici che ci hanno pazientemente accompagnato,
Domenico e Emanuele (foto 1)
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Il percorso può iniziare dal valico delle Capannelle, al km 24,5 della SS80,
1300 metri slm, in prossimità della centrale elettrica, dove possiamo lasciare
la macchina, salire in bici, azzerare il contachilometri e dirigerci in
direzione Teramo.
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Dopo 9,3 km di discesa arriviamo comodamente alla diga del
lago artificiale di Provvidenza (foto 2), e giriamo a dx, iniziando il
percorso su uno sterrato piuttosto ampio inizialmente in leggera salita.
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Al Km 13,9 arriviamo ad una serie di edifici ormai restaurati, tra cui domina
una
chiesetta moderna (foto 3) e una torre denominata
Mulino Cappelli (foto 4), la cui funzione non è chiara, dato che le
occupazioni della zona, fin da tempi lontani, sono state il taglio del legname e
l’allevamento del bestiame, piuttosto che l’agricoltura. Questa zona è anche
molto adatta ai pic-nic e si trova nei pressi del torrente Chiarino che dà il
nome alla valle.
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Proseguendo la salita diventa più ripida, in particolare subito dopo una sbarra,
dove superiamo alcune rampe comunque pedalabili, fino ad uscire dal bosco,
trovandoci ai margini del piano del Castrato.
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Al Km 15,5 troviamo sulla sinistra una fontanella, dove è opportuno fermarsi per
rifornirci di acqua, mentre sulla destra c’è una roccia con
un’immagine sacra (foto 5). Noi giriamo immediatamente a destra su una
carrareccia piuttosto ampia ed evidente, che ci permette di tornare dentro la
faggeta.
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In prossimità del km 17,5 dobbiamo fare attenzione, poichè troviamo una specie
di sdoppiamento del sentiero e noi dobbiamo prendere quello più in basso, che si
addentra nuovamente nel bosco, contrassegnato da evidenti scritte
rosse sugli alberi (foto 6). Ora percorriamo un tratto sempre più stretto ed
impervio, spesso cosparso di rami, tronchi e sassi; si tratta comunque di un
sentiero sempre evidente e quasi sempre pedalabile.
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Al km 19,7 usciamo dal bosco e sulla nostra sinistra ed in alto compare una
mulattiera molto ripida ed impervia (anche perché cosparsa di tronchi), anche
se molto evidente (foto 7). Ora dobbiamo necessariamente scendere e spingere
la nostra bicicletta con difficoltà per circa 600-700 metri.
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Quando usciamo dalla radura ci troviamo in una profonda vallata, in cui si
intravede a destra il rifugio Panepucci, mentre in alto e a sinistra abbiamo il
monte S.Franco (del tutto a destra si staglia il monte Corvo e il monte Ienca).
Noi dobbiamo proseguire verso il monte S.Franco, salendo lungo uno dei vari
sentierini che si fanno sempre più visibili, ma che devono essere sempre
percorsi a piedi, spingendo la bicicletta per altri 800 metri circa (50-100
metri finali sono comunque pedalabili). Come riferimento davanti a noi troviamo
il ripetitore della
Guardia di Finanza (foto 8), dove inizia una carrareccia larga, lunga circa
4 km. Voltandoci indietro abbiamo un meraviglioso panorama dominato dal lago di
Campotosto (foto 9).
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Ci troviamo al km 21,3, sul punto più alto del percorso (circa 1850 metri slm)
ed inizia una discesa piuttosto veloce, che ci permette di ammirare di fronte a
noi uno splendido panorama, in particolare in basso verso la zona del Vasto.
Inoltre a metà discesa, nei pressi di un tornante troviamo una cascatella,
laddove il ruscello, scendendo dalla sorgente,
raggiunge la strada (foto 10). Eventualmente possiamo fermarci e salire alla
sorgente e alla cappella di San Franco.
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Al termine della discesa su sterrato, intorno al km 25,2, giriamo a destra su
asfalto per la strada provinciale del Vasto, che percorriamo per alcuni Km in
discesa, fino a sboccare sulla SS80 dopo circa 5 Km.
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al km 30,2 giriamo a destra e 200 metri oltre raggiungiamo l’auto per completare
il nostro giro dopo circa 30,4 Km: abbiamo impiegato circa 2 ore e 15 minuti.
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