VALLE DEL CHIARINO

Lunghezza Km 30.5    Dislivello  

26

Come arrivarci

Da L’Aquila Via S.S. 80 per Teramo

Punto di Partenza

Valico Capannelle

 Grado di difficoltà

MEDIO

Carte consigliate/Periodo Consigliato

CAI PARCO NAZIONALE GRAN SASSO LAGA GRAN SASSO D’ITALIA  1:25000;

(neve e fango  permettendo)

Percentuale di sterrato

60%

Percentuale di ciclabilità

90%

Si tratta di un itinerario che ci permette di compiere un ampio giro che include la valle del Chiarino, con i suoi meravigliosi boschi di faggio, ai piedi dei ripidi pendii del monte Corvo, la vetta più elevata del settore occidentale del massiccio del Gran Sasso. Un doveroso ringraziamento deve essere espresso ai due amici che ci hanno pazientemente accompagnato, Domenico e Emanuele (foto 1)

- Il percorso può iniziare dal valico delle Capannelle, al km 24,5 della SS80, 1300 metri slm, in prossimità della centrale elettrica, dove possiamo lasciare la macchina, salire in bici, azzerare il contachilometri e dirigerci in direzione Teramo.

- Dopo 9,3 km di discesa arriviamo comodamente alla diga del lago artificiale di Provvidenza (foto 2), e giriamo a dx, iniziando il percorso su uno sterrato piuttosto ampio inizialmente in leggera salita.

- Al Km 13,9 arriviamo ad una serie di edifici ormai restaurati, tra cui domina una chiesetta moderna (foto 3) e una torre denominata Mulino Cappelli (foto 4), la cui funzione non è chiara, dato che le occupazioni della zona, fin da tempi lontani, sono state il taglio del legname e l’allevamento del bestiame, piuttosto che l’agricoltura. Questa zona è anche molto adatta ai pic-nic e si trova nei pressi del torrente Chiarino che dà il nome alla valle.

- Proseguendo la salita diventa più ripida, in particolare subito dopo una sbarra, dove superiamo alcune rampe comunque pedalabili, fino ad uscire dal bosco, trovandoci ai margini del piano del Castrato.

- Al Km 15,5 troviamo sulla sinistra una fontanella, dove è opportuno fermarsi per rifornirci di acqua, mentre sulla destra c’è una roccia con un’immagine sacra (foto 5). Noi giriamo immediatamente a destra su una carrareccia piuttosto ampia ed evidente, che ci permette di tornare dentro la faggeta.

- In prossimità del km 17,5 dobbiamo fare attenzione, poichè troviamo una specie di sdoppiamento del sentiero e noi dobbiamo prendere quello più in basso, che si addentra nuovamente nel bosco, contrassegnato da evidenti scritte rosse sugli alberi (foto 6). Ora percorriamo un tratto sempre più stretto ed impervio, spesso cosparso di rami, tronchi e sassi; si tratta comunque di un sentiero sempre evidente e quasi sempre pedalabile.

- Al km 19,7 usciamo dal bosco e sulla nostra sinistra ed in alto compare una mulattiera molto ripida ed impervia (anche perché cosparsa di tronchi), anche se molto evidente (foto 7). Ora dobbiamo necessariamente scendere e spingere la nostra bicicletta con difficoltà per circa 600-700 metri.

- Quando usciamo dalla radura ci troviamo in una profonda vallata, in cui si intravede a destra il rifugio Panepucci, mentre in alto e a sinistra abbiamo il monte S.Franco (del tutto a destra si staglia il monte Corvo e il monte Ienca). Noi dobbiamo proseguire verso il monte S.Franco, salendo lungo uno dei vari sentierini che si fanno sempre più visibili, ma che devono essere sempre percorsi a piedi, spingendo la bicicletta per altri 800 metri circa (50-100 metri finali sono comunque pedalabili). Come riferimento davanti a noi troviamo il ripetitore della Guardia di Finanza (foto 8), dove inizia una carrareccia larga, lunga circa 4 km. Voltandoci indietro abbiamo un meraviglioso panorama dominato dal lago di Campotosto (foto 9).

- Ci troviamo al km 21,3, sul punto più alto del percorso (circa 1850 metri slm) ed inizia una discesa piuttosto veloce, che ci permette di ammirare di fronte a noi uno splendido panorama, in particolare in basso verso la zona del Vasto. Inoltre a metà discesa, nei pressi di un tornante troviamo una cascatella, laddove il ruscello, scendendo dalla sorgente, raggiunge la strada (foto 10). Eventualmente possiamo fermarci e salire alla sorgente e alla cappella di San Franco.

- Al termine della discesa su sterrato, intorno al km 25,2, giriamo a destra su asfalto per la strada provinciale del Vasto, che percorriamo per alcuni Km in discesa, fino a sboccare sulla SS80 dopo circa 5 Km.

- al km 30,2 giriamo a destra e 200 metri oltre raggiungiamo l’auto per completare il nostro giro dopo circa 30,4 Km: abbiamo impiegato circa 2 ore e 15 minuti.